La Villa

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La frequentazione umana del luogo è testimoniata dalla preistoria e prosegue fino alla tarda romanità. L’abbondanza delle acque salutari ha fatto sì che qui venisse eretto un santuario dedicato al culto di Demetra-Proserpina (sec. V-IV), trasposizione di una divinità indigena da identificarsi forse con Feronia.

Quest’area costituì un punto di incontro tra etnie diverse (umbro-etrusche, greche, gallo-picene e poi romane) come attestato dagli sporadici rinvenimenti archeologici venuti casualmente alla luce; ancora oggi la tradizione orale ricorda il Bagno della Regina, riferibile alla presenza di un edificio termale.

Il parco della villa, ricco di suggestioni remote e di specie arboree legate anche alla vegetazione mediterranea, con i suoi arcani silenzi ci richiama l’antica sacralità del bosco (luco) di cui erano tutelari le dee sopradette.